Le cinque borgate marinare di Palermo

La cinque borgate marinare di Palermo: Acquasanta, Arenella, Vergine Maria, Mondello, Sferracavallo
Certamente non le uniche ma, sicuramente, le più conosciute. Cinque tra le storiche borgate marinare di Palermo che sono sempre state gli anelli di congiunzione tra noi palermitani e il nostro mare.

Cercando di non annoiarvi e senza alcuna pretesa didattica perchè non ne sarei capace, vorrei parlarvi brevemente di una parte di quel nostro splendido territorio che lambisce direttamente il mare e, più precisamente, vorrei accennare alle cinque tra le più importanti borgate marinare della nostra città. Ricche di storia e di tradizioni secolari, di queste, vi proporrò solo alcune immagini d’epoca, trovate rovistando tra gli archivi, e a contorno di esse, giusto qualche brevissimo e incompleto cenno della loro storia.
Mi piace particolarmente l’idea di parlarvi delle nostre borgate perchè si tratta di luoghi molto cari a noi palermitani. Luoghi dove, sin da bambini, i nostri genitori ci portavano al mare. Luoghi tanto vicini, tanto belli eppure, a volte, quasi sconosciuti… perchè si sà… ciò che abbiamo proprio sotto il naso difficilmente ci interesserà a tal punto da volerne conoscere la storia, perchè è sempre li… giusto dietro l’angolo e ormai siamo, come dire… “abituati” a quella presenza.

Acquasanta

Acquasanta

La borgata dell’Acquasanta deve il suo nome a una sorgente situata in una grotta in riva al mare. L’acqua che vi sgorgava era ritenuta di grandissima qualità terapeutica, tanto da essere nominata “acqua santa”. Quest’acqua dalle proprietà “miracolose” era conosciuta in tutta Europa già da tempi molto antichi. Il barone Mariano Lanterna, nobile siciliano, divenuto proprietario della grotta dall’ Acqua Santa, nel 1774 fece costruire la sua residenza nell’area sovrastante la sorgente. Successivamente, nel 1871, tanto la residenza del barone che l’adiacente sorgente passarono alla gestione dei fratelli Pandolfo che ne fecero un rinomato centro termale con tanto di bagni a scopo curativo. La bella dimora del barone, denominata villa Lanterna, dopo anni di assoluto abbandono è oggi in fase di restauro. Proprio nei pressi di questo luogo, nel 1789, Giuseppe Gioeni, costruì il primo istituto nautico della nostra città, la cui struttura, a forma di vascello, ancora esistente, venne subito chiamata dalla gente del posto “Nave di Pietra”. Ancora, nei pressi dell’Acquasanta, insiste la magnifica villa Belmonte, voluta da Giuseppe Emanuele Ventimiglia principe di Belmonte e contruita su progetto dall’architetto Venanzio Marvuglia nel 1799. La splendida dimora è adagiata su un costone degradante del monte Pellegrino e da li domina l’Acquasanta e il mare. Da non dimenticare la bellissima villa Igiea, oggi noto hotel 5 stelle recentemente acquisito dalla catena Hilton. Voluta dalla facoltosa famiglia Florio, villa Igiea è una pregevole opera dell’architetto Ernesto Basile, costruita verso la fine del 1800.
Una nota di particolare importanza ma quasi sconosciuta è data dalla presenza di un ex lazzaretto costruito nel 1628 e successivamente, nel 1885 trasformato nel “cimitero degli inglesi” dove, si dice, ancora giacciono le spoglie dei componenti della notabile famiglia Whitaker.
Purtroppo, in tempi recenti, la borgata ha subito notevoli e profonde trasformazioni, certamente peggiorative dal punto di vista paesaggistico. Adesso il mare è praticamente sparito dalla vista, sepolto com’è sotto il cemento del piazzale antistante la darsena che ha letteralmente inghiottito la preesistente spiaggia che, fino agli anni ’50, ospitava un frequentatissimo stabilimento balneare costruito su palafitte in legno. Hanno completato l’opera di occultamento/distruzione del paesaggio le innumerevoli barche da diporto, ormeggiate all’interno della darsena stessa, i lunghi moli e la banchina del porto turistico che non ne permettono la vista neppure dalla piazza antistante.

Arenella

Arenella

La borgata dell’Arenella deve il suo nome alla sabbia finissima e dorata che una volta ricopriva il suo litorale. I monumenti storici della borgata sono rappresentati da ciò che resta della tonnara del XVII secolo, dello splendido Villino con i suoi 4 Pizzi e la vicina torre-mulino utilizzata per la lavorazione del sommacco, proprietà della famiglia Florio e opera dell’architetto Carlo Giachery nel 1852. Di primaria importanza, l’esistenza della cosiddetta “Chimica Arenella”, il cui complesso era costituito da 14 edifici adibiti a diversi usi industriali. La storia di questo agglomerato industriale iniziò nel 1910, quando fu costituito come succursale della grande fabbrica tedesca Gondelberg. Nel 1930 divenne la più grande fabbrica europea di acido citrico e tartarico, raggiungendo posizioni di rilievo nell’industria chimica mondiale. Definitivamente chiusa nel 1965, oggi, la Chimica Arenella versa in un profondo stato di degrado. In parte trasformata in discarica abusiva, tra ammassi di ruderi ed edifici fatiscenti, costituisce un esempio classico di archeologia industriale. Esiste uno splendido progetto per il suo recupero che destinerebbe l’uso dell’area alla pubblica fruizione ma che difficilmente vedrà la luce in tempi brevi a causa degli elevati costi di realizzazione oltrechè della lentezza della burocrazia.
Molto importante per la gente che vive nella borgata è la venerazione per Sant’Antonio, la cui statua, ritrovata in mare, è stata contesa con la borgata di Vergine Maria che ancora oggi ne rivendica la proprietà.

Vergine Maria

Vergine Maria

Sviluppatasi attorno alla splendida tonnara Bordonaro (XII sec), il nome deriva da un quadro della Vergine, venerato in una grotticella che si chiama appunto “Grotta della Madonna”. La tonnara Bordonaro era in pratica l’asse principale sul quale girava l’economia degli abitanti della borgata che, per la quasi totalità, vivevano della pesca e della commercializzazione delle carni del tonno o, comunque, di attività legate a quella della tonnara. L’opificio, oggi parzialmente recuperato, ha vissuto un lungo periodo di abbandono, durante il quale si sono verificati alcuni crolli, in fasi successive, che hanno interessato soprattutto la volta del marfaraggio. L’ultimo di questi eventi devastanti, avvenuto pochi mesi orsono, ha causato la distruzione definitiva di alcune delle barche impiegate dai tonnaroti che da oltre cento anni li trovavano riparo. Purtroppo, l’inerzia e la scarsa sensibilità mostrate dalla pubblica amministrazione, non hanno consentito alcun intervento preventivo a salvaguardia di questo bene.
Da non dimenticare la presenza dell’antica torre del Rotolo, ormai un rudere, che faceva parte, assieme ad altre costruzioni simili, di un circuito di torri di avvistamento create per proteggere le coste dai frequenti assalti dei pirati.
Da ricordare che nei pressi della borgata veniva estratta una delicata essenza di Bergamotto, a opera di due fratelli di origine francese che, in loco, producevano l’omonimo profumo.
Stretta com’è tra il mare, monte Pellegrino e successivamente anche dalla presenza del cimitero dei Rotoli, la borgata che ancora oggi mantiene un fascino molto suggestivo, non è mai riuscita ad espandersi oltre i suoi confini originari.

Mondello

Mondello

La borgata marinara di Mondello è incastonata come un gioiello all’estremità di un golfo compreso tra il Monte Gallo e il Monte Pellegrino. Da piccolo villaggio di pescatori, ai margini di una malsana zona paludosa, ha subito, dopo una lunghissima opera di bonifica, una profonda trasformazione. Eletta spiaggia preferita dai palermitani, oggi Mondello vive il suo tempo, soprattutto d’estate, assediata dai bagnanti, dal traffico e dalle tristemente famose, quanto interminabili, file di “cabine” che per lunghi tratti impediscono la vista del mare. Altro fattore negativo è costituito dalla dalla cosiddetta “cancellata della vergogna” che impedisce di raggiungerlo per buona parte della lunghezza del litorale del suo golfo (circa 1,7 Km).
Di grande importanza la torre di avvistamento quattrocentesca, detta del fico d’india. Eretta a scopi difensivi, a guardia dell’adiacente tonnara, faceva parte del sistema di avvistamento e allarme delle Torri costiere della Sicilia. Voluta dal Senato Palermitano nel 1455, oggi, la sua struttura, è finalmente stata restaurata.
Al pari della torre, altra importantissima realtà è il Charleston. Rinomato ristorante e stabilimento balneare in stile Liberty è stato progettato dall’ingegnere Rodolfo Stualker per la società Italo-belga e inaugurato il 15 luglio del 1913. Al suo interno, gli arredi realizzati nei primi del ‘900 da Ducrot su disegni del Basile.
Da segnalare, per la loro notevole importanza architettonica le splendide ville, spesso in stile liberty, volute dalla borghesia e nobiltà palermitana che adornano i bellissimi viali alberati della borgata fino al parco della Favorita.
Da notare che Mondello non è rimasta esente dalla costruzione senza alcun ordine avvenuta tra gli anni ’50 e ’70 (il famoso “sacco di Palermo“). Periodo che purtroppo ci ha “regalato” alcune realizzazioni che costituiscono un esempio di accostamento architettonico decisamente di dubbio gusto, rispetto alle architettute preesistenti. Al netto di questo, Mondello resta un vero gioiellino a due passi dalla città,  le cui bellezze soprattutto naturali sono godibili in maniera particolare da settembre inoltrato a maggio, fuori dal periodo della caotica stagione balneare.

Sferracavallo

Sferracavallo

Antico borgo marinaro, Sferracavallo, è oggi una frazione di Palermo. La borgata è posta all’estremità nord del territorio comunale, tra i monti Gallo e Billemi. Essa deve il suo nome alla cattiva fattura della vecchia strada che la collegava alla vicina città. Strada talmente dissestata da sferrare i cavalli delle carrozze che la percorrevano… da li il suo nome. Di notevole importanza paesaggistica e naturalistica la vicina zona di Barcarello, oggi area protetta nei cui pressi si trova la famosa grotta marina “dell’Olio”.
Per gli appassionati di fotografia paesaggistica Barcarello assume una grande importanza anche perchè è l’unico posto, nei pressi di Palermo, dove, a seconda del periodo dell’anno, è possibile ammirare uno splendido tramonto sul mare, incorniciato dall’isolotto della vicina Isola delle Femmine.
Nei colli intorno a Sferracavallo vi sono altre grotte (Pecoraro, Conza, Impiso), dentro le quali sono stati ritrovati i resti di insediamenti umani risalenti al Paleolitico Superiore (14000 anni fa).
Oggi Sferracavallo è a tutti gli effetti una meta turistica, preferita oltre che per le sue coste, soprattutto per i tanti ristoranti caratteristici dalla rinomata cucina a base di pesce.
Di grande rilievo il culto dei due santi (medici) Cosma e Damiano, i cui festeggiamenti, nel mese di settenbre, coinvolgono tutta la comunità.

Comments
2 Responses to “Le cinque borgate marinare di Palermo”
  1. Enrico Cortese ha detto:

    Complimenti!

    • angelotrapani ha detto:

      Grazie Enrico 🙂

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

  • Disclaimer
    Tutti i testi e le immagini contenuti in questo blog sono proprietà intellettuale di Angelo Trapani, ad esclusione di quelli di cui è citata la fonte o che fanno parte del pubblico dominio.
    E' assolutamente vietata la riproduzione anche parziale di testi e fotografie e altri contenuti multimediali, fatti salvi i casi di esplicita autorizzazione dell'autore, che prevederà comunque la citazione obbligatoria della fonte.

    © Angelo Trapani 2010


  • Like This!

  • www.angelotrapani.altervista.org/galleria
  • http://photoshooters.altervista.org
  • Edizioni Qanat
  • PalermoPhotoWorld
  • http://blog.danieletrapani.it/
  • www.nicobastone.com
  • www.potpourrimensile.com
  • www.micromosso.com
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: