La composizione

… questa sconosciuta!

La composizione

Cosa distingue una fotografia da una bella fotografia? Per secoli i pittori hanno adottato alcune regole nella composizione spaziale delle loro opere, e le stesse regole si applicano tuttora alla fotografia come a tutte le arti visive. Naturalmente le regole possono essere seguite o infrante, ma per infrangere una regola occorre prima conoscerla ed avere un buon motivo per farlo. Vediamo dunque cosa dicono queste antiche regole e come si applicano alla fotografia.

Comporre una buona immagine non è facile. Insegnare poi ad altre persone come realizzare composizioni interessanti lo è ancor meno. La composizione è uno degli argomenti più complessi che si possano affrontare in fotografia, infatti essa non è dettata solo da regole “matematiche” ma subisce modifiche e influenze dall’interpretazione personale e dal gusto estetico del fotografo che si cimenta nella realizzazione.

Questo articolo non vuole essere una guida rigida alla realizzazione di composizioni perfette, ma solo una mini panoramica sui vari metodi realizzativi e magari una spinta verso la sperimentazione.

Nel realizzare una buona composizione, e quindi una buona fotografia, sono comunque da tener presenti quattro concetti generali che ritengo fondamentali:

1. Comporre una immagine non significa necessariamente mettere il soggetto principale al centro dell’inquadratura.
2. Decentrare la posizione del soggetto permette di realizzare immagini più interessanti e meno banali.
3. Non avere mai fretta di scattare, ma concedersi il tempo necessario per verificare l’inquadratura ed “esplorare” la scena con l’obiettivo.
4. Cercare, per quanto possibile, di isolare il soggetto dal suo contesto facendo rientrare nell’inquadratura, e quindi nella composizione, un numero minimo di elementi indispensabili.

Dedicare tanta attenzione alla realizzazione della composizione suggerisce che ci sia più di un modo di comporre una scena. La stessa scena, infatti, può essere vista e composta in modi diversi, soprattutto da chi possiede un occhio allenato. In realtà, esplorando la scena che vogliamo ritrarre, non dobbiamo far altro che cercare, tra le tante possibili soluzioni, la composizione ideale, cioè quell’insieme di elementi che faremo rientrare nell’inquadratura, che risulterà piu efficace ed immediata a rappresentare al meglio la scena stessa.

Da quanto detto si evince facilmente che ciascuna delle varie combinazioni che decideremo di provare avranno un effetto determinante nel fare apparire l’immagine finale in modo più o meno interessante.

Allo scopo di valutare e sperimentare le possibili soluzioni, analizziamo quelle regole che vanno mandate a memoria, assimilate e quindi digerite. Considerate che queste regole bisogna impararle per poi dimenticarle, nel senso che ogni qualvolta ci troveremo a scattare una foto non dovremo soffermarci a ricordarle, ma esse verranno utilizzate in automatico dalla nostra mente, come una cosa naturale.


La regola dei terzi

Inquadrare il soggetto principale ponendolo al centro del fotogramma non restituirà certo immagini creative e non darà allo stesso tempo risalto allo sfondo, una semplice regola da tenere a mente per superare brillantemente tale problematica è la regola dei terzi: basterà dividere idealmente il fotogramma in 9 settori composti rispettivamente da tre righe e tre colonne e porre il soggetto principale od il particolare dello stesso su cui si concentrerà il fuoco (ad esempio gli occhi del soggetto in primo piano in caso di ritratto) lungo l’intersezione delle linee ideali che compongono il reticolo.

Tale tecnica è particolarmente facile da ricordare al momento della composizione dell’immagine e restituisce con poco sforzo immagini ben bilanciate.

Un importantissimo aspetto da valutare in fase di realizzazione compositiva è la cosiddetta regola dei terzi. Questa regola esige che l’immagine venga divisa in tre parti uguali e che di conseguenza poi componiamo l’immagine seguendo la sua logica.

Come fare:

Immaginate di tracciare due linee verticali equidistanti dai margini laterali e due linee orizzontali equidistanti dai margini superiore ed inferiore dell’inquadratura, in modo da formare una specie di griglia che divide l’immagine in tre colonne verticali uguali e tre righe orizzontali uguali.

Adesso, esplorando la scena, inquadrandola, bisognerà fare in modo che il soggetto principale della fotografia venga collocato nel primo terzo del margine inferiore o superiore, oppure in quello alla destra o alla sinistra del margine laterale. L’importante è che esso risulti posizionato in coincidenza con uno dei vertici del rettangolo centrale che viene creato dalle quattro linee immaginarie.

Nel caso di paesaggi, sarà opportuno far rientrare la linea dell’orizzonte nel terzo inferiore, se si vuol dare maggiore risalto al cielo, o in quello superiore se vorremo lasciare più spazio a ciò che sta in basso: il terreno o il mare.

Regola dei terzi

Un consiglio spassionato per i paesaggi:
in presenza di un cielo completamente sgombro da nuvole, spostate la vostra attenzione verso il terreno o il mare. Per quanto possa sembrare bello l’azzurro del cielo, tenete presente che le superfici uniformi prive di particolari interessanti, fotograficamente parlando non danno mai buoni risultati, anzi, questi risultano alquanto “noiosi” alla vista.

La regola aurea

La Regola Aurea acquisì una certa importanza durante il Rinascimento, quando fu spesso utilizzata da alcuni grandi maestri della pittura. In realtà essa fu scoperta ed utilizzata nell’antica Grecia.

La Regola Aurea afferma che la parte più importante di una immagine deve essere collocata vicino all’angolo in basso a destra dell’inquadratura, in modo tale che un quarto dell’immagine si “protenda” verso l’alto ed un altro quarto si “allunghi” verso sinistra.

Ma perché proprio nell’angolo in basso a destra? Sostanzialmente perché, in teoria, noi “leggiamo” le immagini allo stesso modo in cui leggiamo un testo scritto: da sinistra verso destra e dall’alto verso il basso. Dal momento che la nostra “lettura” termina nell’angolo in basso a destra, allora questa è proprio la zona in cui noi concentreremo la nostra attenzione per un periodo di tempo maggiore, oppure dove ci soffermeremo maggiormente prima di girare pagina.

Nella immagine seguente possiamo notare come la regola aurea sia stata rispettata in pieno, facendo esaltare notevolmente l’effetto scenografico e sbanalizzando il soggetto stesso, cosa che non avremmo ottenuto posizionandolo al centro del fotogramma

Regola Aurea

Le linee guida

Le linee che “guidano” l’occhio nella composizione, e quindi all’interno dell’immagine, rappresentano un altro metodo classico di comporre una fotografia. Il tipico esempio è quello di una strada, o dei binari della ferrovia, che “guidano” letteralmente il nostro occhio verso l’orizzonte.

Nella fotografia di paesaggio potremo non trovare strade o ferrovie, a meno che decidiamo di includerli deliberatamente nelle nostre immagini e quidi scattare solo là dove esse esistono.

Per fortuna abbiamo però la possibilità di utilizzare altri elementi per ottenere un effetto simile. Uno di questi potrebbe essere un fiume o un filare di alberi o addirittura una serie di massi o di cespugli disposti in fila… va bene tutto! Le linee guida così realizzate attireranno e condurranno il nostro occhio in profondità dentro l’immagine, catturando notevolmente la nostra attenzione.

Finita questa breve panoramica, non ci rimane che provare a mettere in pratica quello che abbiamo letto. Per fortuna, al giorno d’oggi esistono le fotocamere digitali che ci permettono di effettuare innumerevoli scatti di prova, senza incidere sul portafogli. Tenete presente che il segreto per acquisire una buona pratica è quello di scattare innumerevoli fotografie, provando di volta in volta le più svariate combinazioni e sperimentando sul campo regole, consigli e suggerimenti avuti. Non dimenticate però, di far valutare i risultati da un amico più esperto che saprà guidarvi verso le soluzioni migliori.

~~~~~

“Spesso la composizione è davvero il mezzo migliore che un fotografo ha a disposizione per mostrare la complessità della vita; la struttura di un’ immagine può suggerire la forma che diviene bellezza.” (Robert Adams)

 

Annunci
  • Disclaimer
    Tutti i testi e le immagini contenuti in questo blog sono proprietà intellettuale di Angelo Trapani, ad esclusione di quelli di cui è citata la fonte o che fanno parte del pubblico dominio.
    E' assolutamente vietata la riproduzione anche parziale di testi e fotografie e altri contenuti multimediali, fatti salvi i casi di esplicita autorizzazione dell'autore, che prevederà comunque la citazione obbligatoria della fonte.

    © Angelo Trapani 2010


  • Like This!

  • www.angelotrapani.altervista.org/galleria
  • http://photoshooters.altervista.org
  • Edizioni Qanat
  • PalermoPhotoWorld
  • http://blog.danieletrapani.it/
  • www.nicobastone.com
  • www.potpourrimensile.com
  • www.micromosso.com
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: