Le carceri dei penitenziati allo Steri

Nel complesso di palazzo Steri, a Palermo, dimora di Manfredi Chiaramonte fino al 1391, residenza dei vicerè spagnoli (1400 – 1517). Già sede del Tribunale Civile e Penale fino ai nostri anni ’50 e odierna sede del rettorato universitario ma, ancor prima, sede del Tribunale dell’Inquisizione, vi è il carcere dei penitenziati, ovvero, il carcere segreto della Santa Inquisizione; prigione buia dove per oltre tre secoli gli uomini, fedeli esecutori di Torquemada interrogarono e torturarono innocenti nel nome di Dio, fino al 1782

Una testimonianza unica al mondo di ciò che è stato fatto dal potere del Sant’Uffizio che processava e condannava a terribili torture eretici, bestemmiatori, fattucchiere e amici del demonio che spesso erano solo dei poveracci finiti chissà come tra le maglie dell’Inquisizione oppure artisti, letterati, filosofi che non condividevano il credo o il modus operandi della chiesa cattolica. Tra le mura di queste orribili prigioni, dove trascorsero le loro buie giornate i condannati a morte, solo recentemente si è scoperto, sotto gli intonaci delle pareti, l’esistenza di graffiti realizzati ad opera degli stessi derelitti, nell’attesa della loro fine. Disegni, preghiere, invocazioni, poesie, volti di santi, del Cristo ma anche di navi e di re, incisi nelle mura con del carboncino o, a volte, con le schegge della stessa terra rossa estratta grattando le pietre di cotto della pavimentazione delle celle.

Un incredibile testimonianza, documento segreto di secoli di orrende torture, sevizie e vessazioni, che oggi viene restituita, quasi intatta, alla nostra storia ricordandoci di ciò che siamo stati.

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Comments
2 Responses to “Le carceri dei penitenziati allo Steri”
  1. las artes ha detto:

    È una testimonianza da non dimenticare. La Chiesa dei primi secoli, pur incontrando notevoli difficoltà organizzative, si è adoperata per fissare in appositi martirologi la testimonianza dei martiri. Tali martirologi sono stati aggiornati costantemente attraverso i secoli… Nel nostro secolo sono ritornati i martiri, spesso sconosciuti, quasi “militi ignoti ” della grande causa di Dio … Occorre che le Chiese locali facciano di tutto per non lasciar perire la memoria di quanti hanno subito il martirio… Ciò potrà avere anche un respiro e un eloquenza ecumenica. L’ecumenismo dei santi, dei martiri, è forse il più convincente”.

  2. Fabio ha detto:

    ma che ci azzecca la chiesa dei primi secoli?
    Qui si palrla di martiri martirizzati dalla chiesa stessa, in nome di Dio. Questa è una testimonianza tutt’altro che ecumenica e dimostra come santa romana chiesa sia stata molto distante dal vero messaggio di Cristo.

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